Con la Nota di Approfondimento n. 20/2026, si analizza cinque recenti pronunce della Corte di Cassazione che ridisegnano il ruolo e le responsabilità del professionista della crisi
La Cassazione cambia le regole del gioco: il compenso dell'Advisor non è più scontato Il diritto al compenso dell'**Advisor**, dell'**Avvocato** e del **Commercialista** che assistono il debitore nelle procedure di regolazione della crisi non può più essere considerato automatico. Con la **Nota di Approfondimento n. 20/2026**, l'**Osservatorio Giurisprudenziale di Presidium Debitores** analizza cinque recenti pronunce della Corte di Cassazione che ridisegnano il ruolo e le responsabilità del professionista della crisi. Tra i principi di maggiore rilievo: ✅ **La prededuzione del compenso costituisce un'eccezione** e può essere riconosciuta solo nei casi espressamente previsti dalla legge. ✅ **L'Advisor è tenuto ad una diligenza professionale qualificata**, che impone non solo competenze giuridiche, ma anche la capacità di verificare e valutare gli aspetti economici, contabili e fiscali della procedura. ✅ **Il Curatore o il Liquidatore giudiziale può eccepire l'inadempimento del professionista**, con conseguente onere, per quest'ultimo, di dimostrare la correttezza e la completezza dell'attività svolta. Le decisioni della Suprema Corte delineano un modello professionale sempre più rigoroso, nel quale competenza, trasparenza e responsabilità rappresentano i presupposti imprescindibili per il riconoscimento del compenso e della relativa prededuzione. 📖 La Nota offre un'analisi sistematica delle ordinanze **Cass. nn. 7005, 2043, 2664, 2665/2026** e della sentenza **Cass. n. 2779/2026**, con particolare attenzione agli effetti pratici per **Gestori della Crisi, Advisor, Avvocati, Commercialisti, Curatori, Liquidatori Giudiziali e Componenti degli O.C.C.**